Attenzione ai raggi UV e all’umidità!
7 Giugno 2024
Sicurezza dei vetri, anticaduta e spinta
19 Marzo 2025

Il DM 3 agosto 2015, conosciuto come Codice di prevenzione incendi, rappresenta lo strumento che può essere applicato nella progettazione, in particolare vengono descritte le norme tecniche necessarie per la progettazione e realizzazione dei percorsi per via di fuga.  

Nella sezione S sono indicati i criteri per l’attribuzione dei livelli di prestazione e la scelta delle soluzioni progettuali per ciascuna delle 10 misure antincendio; in particolare nella sezione S3 vengono definite le regole per la compartimentazione ai fini di limitare la propagazione dell’incendio o dei suoi effetti, descrivendo  i requisiti di prestazioni di resistenza al fuoco necessari e sono riassunti nella tabella S.3.9.

Con il simbolo S si parla di prestazione di tenuta al fumo, ovvero la capacità di un elemento di chiusura di limitare o ridurre il passaggio di gas o fumi e può essere:

  • Sa (o normalmente conosciuta come “fumi freddi”) se la tenuta al passaggio dei gas e fumi è garantita a temperatura ambiente
  • S200 se la tenuta al passaggio dei gas e fumi è garantita sia a temperatura ambiente che a 200°C.

La normativa che regola le prove di tenuta al fumo è la UNI EN 1634-3:2005.

Viene valutata la perdita di fumi misurata in metri cubi ora per metro di lunghezza del giunto, ad eccezione di quello inferiore.

Bloxer ha effettuato le prove di tenuta al fumo nei suo prodotti, sia per i profili Isostahl che Bloxall.

Le prove vanno effettuate su pareti normalizzate; se vengono testate su supporto flessibile si ottiene l’estensione anche su supporto rigido, ma non è concesso il contrario.

Il laboratorio provvede a sigillare le fughe del serramento oggetto di test, normalmente con del nastro in alluminio, il macchinario di prova viene messo sotto pressione a 10 e 25 Pascal e alla fine si rileva la perdita a temperatura ambiente del sistema; si rimuovono le sigillature tranne quella della soglia e si ripete l’operazione sotto pressione, andando così a verificare che la perdita non sia superiore a 3 m3/ora per metro di giunto.

Per la prova di tenuta ai fumi a caldo (200°C) viene ripetuta l’operazione togliendo anche la sigillatura della soglia e il limite di perdita è 20 m3/ora per porte a 1 anta e 30 m3/ora per porte a 2 ante e si arriva fino a 50 Pascal. La camera viene riscaldata a 200°C per un tempo necessario, all’interno del quale possono  verificarsi deformazioni delle

ante, riduzione delle lunghezze delle guarnizioni o altre alterazioni più o meno significative.

E’ importante ricordare che i fumi freddi sono quei fumi che hanno una temperatura che non riesce a far scattare termofusibili o ampolle termiche, cioè tutti quei dispositivi che innescano il funzionamento dei componenti dei sistemi di protezione all’incendio (serrande tagliafuoco, guarnizioni tempoespandenti, ecc.); solitamente i fumi freddi hanno una temperatura inferiore ai 72°C, per cui troppo bassa per innescarne la fuoriuscita per mezzo di gradienti termici che li spingono verso l’alto.

In numerosi incendi di edifici la diffusione dei fumi e l’inalazione degli stessi è una delle cause principali dei decessi, e in molti paesi è obbligatoria l’installazione delle cosiddette porte tagliafumo, dato che le guarnizioni termo espandenti delle porte resistenti al fuoco entrano in funzione solo a temperature elevate. Per ridurre il passaggio dei fumi freddi alcune normative internazionali fissano le dimensioni massime degli spazi tra le ante e i telai.