Porte tagliafuoco su misura: sicurezza, estetica e funzionalità.
26 Giugno 2020

I vetri normalmente utilizzati per realizzare porte vetrate tagliafuoco sono vetri chiari stratificati resistenti al fuoco con intercalari intumescenti trasparenti; in particolare nei nostri serramenti per uso interno utilizziamo vetri Pilkington formati da lastre float extra chiare intercalate da gel trasparenti intumescenti che, in caso di incendio, si espandono e si opacizzano trasformandosi in lastre opache che garantiscono una tenuta alle fiamme, limitando o bloccano così la propagazione del calore e la conseguente propagazione dell’incendio.

In caso di incendio il primo vetro esposto al fuoco si fessura, e il primo intercalare comincia a gonfiarsi e opacizzarsi, bloccando il fuoco e assorbendo la sua energia. Questo processo continua progressivamente per tutti gli strati, garantendo la capacità per cui il prodotto è stato concepito: ovvero di resistere alle fiamme per un periodo di tempo prolungato variabile in funzione dello spessore. Il vetro rimane intero, il calore viene efficacemente bloccato e la caratteristica di resistere al fuoco intenso e al fumo si mantiene per tutto il periodo di esposizione richiesto.

Tutti i vetri resistenti al fuoco sono marchiati in maniera permanente con un marchio che riporta il nome

del prodotto, la norma EN di riferimento, la classe di resistenza al fuoco (EI30, EI60, EI90, EI120, EI180) e l’anno di produzione.

Attenzione però, i vetri per uso interno, proprio per le loro caratteristiche intrinseche, non devono essere esposti ad irraggiamento solare, a fonti di calore, all’acqua, in ambienti umidi o in condizioni di condensa e sbalzi di temperatura elevati, in quanto la reazione chimica dei componenti del vetro porta alla formazione di bolle e opacità del vetro stesso.

Il vetro è stabile nell’intervallo di temperatura – 40°C + -50°C. Nel momento in cui la temperatura della lastra dovesse raggiungere temperature superiori ai + 50°C o nel momento in cui questa dovesse essere esposta a fonti dirette di luce, il silicato di sodio contenuto nella lastra, interpretando tale temperatura come principio d’incendio, inizierebbe a reagire in modo irreversibile opacizzandosi e generando delle antiestetiche bollicine, inizialmente con dimensioni molto piccole ma destinate ad aumentare notevolmente nel corso del tempo.

Il silicato di sodio presente a strati nei vetri tagliafuoco è inoltre solubile in acqua e reagisce non solo in presenza di temperature elevate o esposizione ai raggi UV ma anche in presenza di acqua all’interno del profilo contenente il vetro o comunque con elevati valori di umiditá dell’atmosfera; il silicato di sodio passa in soluzione generando antiestetiche bolle lungo il perimetro o anche all´interno del vetro che col tempo possono aumentare di dimensioni. Il passaggio in soluzione del silicato di sodio annulla le proprietá di resistenza al fuoco del vetro.

A tale scopo è fondamentale la cura del nastro che ricopre tutto il perimetro del vetro. Tale nastro ha infatti la funzione di barriera al vapore.                          

Anche un non corretto stoccaggio del materiale, ad esempio in cantiere, puó generare nel tempo lo sviluppo di antiestetiche bollicine, è importante dunque attenersi alle istruzioni che vengono date.

Quindi, se la porta tagliafuoco vetrata deve essere installata all’esterno o, pur essendo in un ambiente interno, vi è l’esposizione diretta ai raggi del sole, o si tratta di un ambiente con caratteristiche particolari, è opportuno produrre un serramento con vetri tagliafuoco speciali per esterni o con protezione raggi UV. Per questo motivo è molto importante una corretta valutazione del tipo di vetro necessario a seconda dell’utilizzo richiesto.